lunedì 17 marzo 2014

Dal cestino della straccia.

Angeli o streghe?

«Se qualche giorno fa parlavamo di come troppo spesso le figure femminili della narrativa disegnata siano la mera appendice di certi eroi nerboruti, oggi citiamo un'opera che si muove esattamente nella direzione opposta: l'ottavo capitolo della serie Battlefields del sempre ottimo Garth Ennis. La protagonista è Anna Kharkova, una delle più famose "streghe della notte" dell'esercito russo. Di chi fossero queste donne ne abbiamo già parlato altrove. L'esercito sovietico, con l'obbiettivo di ostacolare i nazisti in piena avanzata, si servì di queste particolari soldatesse per effettuare raid notturni alla guida di biplani vetusti e male attrezzati: una condizione che trovava come unica compensazione il sacrificio di queste donne armate di un amore patriottico e di un tale senso dell'onore, che da soli bastarono a illuminare le lunghe notti della seconda guerra mondiale.

In questo capitolo si narrano gli eventi che Anna Kharkova dovette affrontare, con l'aggravante specifica di essere una donna: dalla cattura da parte dei nazisti, alla successiva liberazione da parte dei propri connazionali; e, successivamente, la condanna ai campi di prigionia russa per diserzione. Accusa montata a tavolino da quegli ufficiali che poco si adattavano all'idea che una donna più abile di certi maschietti a guidare aeroplani o carri armati potesse essere molto più che un campionario di dolci curve in uniforme.
Ma la cosa più bella di questo racconto è la disarmante semplicità con cui Garth Ennis riassume le tacite alleanze, prima, e l'intervento politico-militare, dopo, della Russia di Stalin nella II G. M. (mostrando come i dittatori siano soliti andare a braccetto con la stessa facilità con cui tra loro si ingannano; ovviamente a spese del popolo schiavo, e carne da cannone); o come osservi la decadenza dell'impero coloniale inglese che portò Churchill nel '39 a dichiarare guerra, da solo, al criminale regime nazista, dopo le vessazioni politiche e le perdite umane causate in India dall'impero britannico (in cerca di una sorta di redenzione di fronte a Dio?). Comunque quello che più conta in questa storia sono le vivide figure femminili, portatrici di un tale coraggio e di una tale dignità nell'affrontare il sacrificio, la battaglia e la morte come mai nessun uomo sarebbe in grado di fare; con con più quella leggerezza e consapevolezza tipica degli angeli.»

1 commento:

Corrado Morale ha detto...

che dire sono commosso per tanta eleganza, SEI LICENZIATO!

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